Natura
L’uso della superficie aziendale è per il 60% agricolo. La restante parte (circa 400 ettari) è costituita da habitat naturali. Questi habitat sono costituiti da boschi ripariali (saliceti di salice bianco, alneti di ontano nero, pioppeti di pioppo nero), praterie, arbusteti, canali fluviali, risorgive, fontanili e greti.
La parte piemontese (80% della superficie) ricade interamente nel Sistema Regionale delle Aree Protette della Fascia Fluviale del fiume Po ed in particolare all’interno del Parco fluviale del Po e dell’Orba.
I terreni sono compresi nella fasce A (in prevalenza) e B del Piano Stralcio delle Fasce Fluviali. Le superfici piemontese e lombarda (all’interno della quale ricade la Riserva provinciale della Garzaia del Bosco Basso) sono aree SIC e ZPS. L’82% dell’azienda si trova all’interno della golena del Po, mentre il restante 18% è situato oltre gli argini maestri.
Con la conversione delle colture agricole ad impianti di arboricoltura da legno portata avanti dall’Azienda Visconti, si mira al miglioramento estetico del paesaggio, alla rinaturalizzazione dell’ambiente e alla ricerca di forme di coltivazione meno suscettibili alle periodiche esondazioni e ai fenomeni erosivi a carico del suolo che queste comportano.
In un contesto agricolo fortemente antropizzato, le vie d’acqua (canali principali dei fiumi e lanche) con la vegetazione arborea ed arbustiva limitrofa costituiscono un fondamentale elemento di biodiversità e fungono da siti di rifugio, alimentazione e riproduzione per la fauna stanziale e migratoria.
La componente faunistica di maggior rilievo è l’avifauna con uccelli acquatici e limicoli (sono di casa o di passaggio in azienda fra gli altri i rari airone rosso e cavaliere d’Italia) e rapaci (come il gufo comune ed il falco di palude).
All’interno dell’area golenale, che interessa entrambe le sponde del Po, la morfologia del terreno è localmente accidentata per la presenza di lanche e canali. In passato il numero di canali e lanche era più elevato, ma le opere di bonifica agricola, unitamente al progressivo apporto di materiali da parte del fiume, hanno determinato un locale abbassamento delle falde, testimoniato sia dal progressivo prosciugamento delle lanche sia dall’evoluzione della vegetazione naturale. I terreni sono soggetti a sommersioni con frequenze variabili a seconda della loro distanza dall’alveo attivo e della quota rispetto a questo.
Gli usi prevalenti sono quelli agricoli. La golena è tuttavia ancora colonizzata da cenosi vegetali naturali. A seconda del tipo di depositi fluviali e della quota del terreno rispetto al livello medio della falda si succedono, anche in breve spazio, ambienti e consociazioni vegetazionali assai differenti (dall’alneto igrofilo alla prateria arida di greto ciottoloso) che conferiscono all’area un particolare valore naturalistico e di biodiversità.
Dinamiche Fluviali
Vista la localizzazione l’Azienda ha da sempre avuto un rapporto stretto e “particolare” con il Fiume Po. Il fiume dal canto suo agisce da una parte come elemento di disturbo o distruzione, con le piene più forti che, danneggiano i seminativi, i pioppeti ed eradicano la vegetazione arborea interrompendo il ciclo evolutivo delle cenosi forestali, dall’altro, nelle sue manifestazioni meno violente, apporta materiali limosi fertili e contribuisce alla diffusione di semi e talee.
Purtroppo la crisi climatica in atto a livello globale ha fatto segnare un aumento significativo di eventi eccezionali nell’ultimo ventennio. Dal 2000, anno della catastrofica alluvione, ad oggi si sono registrati almeno 10 eventi significativi che hanno provocato danni alle colture, modificato il corso del fiume e asportato superfici aziendali di proprietà.